........................

Recensione: Il mio vicino Totoro


Dopo un’attesa lunga ben 21 anni, lo scorso 18 settembre è uscito in Italia una delle opere più riuscite ed emozionanti del maestro Miyazaki: “Il mio vicino Totoro” o anche “Tonari no Totoro”, (“となりのトトロ”) una perla targata “Studio Ghibli”.

Una palla di pelo con baffi, orecchie a forma di pino e due occhioni tanto teneri quanto assonnati… Cos’è? Ma naturalmente Totoro, lo spirito protettore dell’albero di canfora, vicino di casa di Satsuki e Mei…

Non lo conoscete? Potreste sempre prendere il velocissimo “gattobus” e raggiungerli a Matsu no Go. Dite che non sapete come fare? Tranquilli, c’è sempre il modo e il tempo per conoscerlo, direi altrettanto veloci.

La storia è ambientata nelle campagne giapponesi di 50 anni fa. Le piccole Satsuki e Mei si trasferiscono, insieme al padre, in una casa diroccata vicino alla comunità rurale e ad un’imponente bosco, sovrastato da un immenso albero di canfora. Preoccupate per le sorti della mamma ricoverata in ospedale, le piccole bambine saranno confortate dall’affetto e dalla presenza degli spiriti del bosco e degli abitanti del villaggio, che le aiuteranno ad affrontare e a superare i momenti di difficoltà.

L’estrema semplicità della trama, condita da fondali meravigliosi, riesce a toccare e a far vibrare le corde del proprio cuore con un vorticoso tumulto di emozioni e sensazioni, fa regredire all’infanzia, risveglia magicamente il bambino che è in ognuno di noi, regalando un magnifico sogno ad occhi aperti per tutta la durata del film. Poesia pura che ha reso “Totoro” emblema dello stesso “Studio Ghibli”, lo studio d’animazione di Miyazaki e di quell’altro mostro sacro di nome Isao Takahata (“Una tomba per le lucciole”, “Omohide poro poro”, “Heiseki tanuki kassen ponpoko”), entrambi cultori di valori veri, profondi e sempre attuali.


Il rapporto con la natura, il tema della famiglia, l’amicizia, la fratellanza universale fra gli uomini, sono tematiche quindi che emergono tutte, nell’arco di poco meno di un’ora e mezza, vivide e appariscenti, proprio come se il tutto fosse visto e permeato dagli occhi di un bambino, ogni cosa appare semplice e chiaro come l’acqua cristallina. Il tutto converge poi nel flusso armonico creato da Miyazaki, rendendocene a tutti gli effetti una parte attiva e immedesimata.

Riguardo la qualità dell’edizione italiana, distribuita da Lucky Red e curata dal magistrale Gualtiero Cannarsi, si presenta ottima sotto ogni punto di vista, sia per la scelta delle voci, sia per l’uso dei dialoghi, formalmente e contenutivamente corrispondenti alla controparte originale; accettabili anche i preziosismi tipici delle opere curate dal prode Gualtiero.

La scelta di tradurre i testi delle bellissime musiche del maestro Joe Hisaishi si è rivelata anch’essa azzeccata, riuscendo a ricreare l’atmosfera originale, il fascino senza tempo di una favola animata per grandi e piccini.


Un plauso dunque alla Lucky Red che dopo “Ponyo sulla scogliera” continua con la coraggiosa iniziativa di portare nei cinema italiani le opere del maestro Miyazaki, e con Totoro cerca di eliminare la solita disaffezione del Belpaese nel considerare le produzioni animate straniere, nella speranza che almeno questa volta possa ricevere dal “freddo” pubblico italico i riconoscimenti dovuti.

Che altro aggiungere se non un sentito “Buona visione!” per un “must” davvero imperdibile.

Anthony Di Gioia

Share and Enjoy:
  • Google Bookmarks
  • Wikio
  • De.lirio.us
  • Segnalo
  • Facebook
  • BarraPunto
  • Digg
  • email
  • Live
  • Technorati

Altri Articoli

Tags: , , , , ,

This website uses IntenseDebate comments, but they are not currently loaded because either your browser doesn't support JavaScript, or they didn't load fast enough.