Intervista a Yuki Sakuma – Nanoda
Postato da Davide | Nella Categoria Interviste

Salve a tutti! oggi noi di “Giappone-Italia” inauguriamo una nuova rubrica incentrata sulle interviste. In questa nostra prima puntata abbiamo intervistato Gabriele, in arte Yuki Sakuma, uno degli amministratori di “Nanoda.com”, Il portale su manga e anime.
- Giappone-Italia: Vuoi presentarti ai lettori di Giappone-Italia? (Chi sei? Cosa fai nella vita oltre a collaborare per il sito Nanoda?)
- Yuki Sakuma: Ciao sono Yuki Sakuma è faccio parte del gruppo di amministrazione del sito di http://www.nanoda.com e gestisco anche Japan Guide ho 27 anni e studio la lingua giapponese all’università Cà Foscari di Venezia dal 2001. Oltre la passione per la lingua e la cultura giapponese ho anche quella della musica, seguo infatti anche delle lezioni di pianoforte in una scuola della mia zona dove faccio 2 lezioni a settimana tra solfeggio e pratica.
- Giappone-Italia: Come mai uno pseudonimo?
- Yuki Sakuma: Perché è qualcosa forse che ti identifica di più del nome reale e che racconta anche una storia. Il mio nick deriva dall’unione dei nomi di due personaggi della serie anime e manga di ‘Gravitation’ scritto da Maki Murakami. Tempo fa feci un test, proprio su nanoda, per vedere a quale personaggio assomigliavo di più e ne è risultato che ero simile a Yuki Eiri. (uno dei personaggi principali della serie). Devo dire che il test ci aveva preso, e quindi ho deciso di usare quel nick per il mondo web.
Siccome uno dei miei personaggi preferiti della serie però è Ryuichi Sakuma, ho unito il nome del personaggio che mi assomigliava al cognome del mio personaggio preferito, ed ecco che è nato il nick Yuki Sakuma.
- Giappone-Italia: Quando sei stato in Giappone (parliamo dell’ultimo viaggio)?
- Yuki Sakuma: Sono stato in Giappone nel 2007 con 2 miei amici.
- Giappone-Italia: Per quanto tempo?
Per 13 giorni
- Giappone-Italia: In che periodo dell’anno?
Dal 20 agosto al 1 settembre
- Giappone-Italia: All’incirca quanto hai speso per l’intero viaggio (esclusi souvenir e spese personali)?
- Yuki Sakuma: La cifra spesa per l’intero viaggio è stata di 2500 euro, ma questo include davvero tutto, quindi souvenir, viaggi in treno, pranzi, cene, alberghi ecc. Il viaggio in se è costato: 900 € di volo andata e ritorno (volo Alitalia :Venezia-Milano / Milano-Osaka). Una media di 36€ a notte per alloggiare in un Ryokan in una stanza da 3 persone.
- Giappone-Italia: Quali città hai visitato in Giappone?
- Yuki Sakuma: Ho visitato Kyoto e Tokyo.
I primi tre giorni del viaggio li ho passati a Kyoto, mentre i restanti giorni li abbiamo trascorsi a Tokyo, in questo modo ho anche potuto provare il brivido di prendere lo Shinkansen per andare da una città all’altra.
- Giappone-Italia: Come hai trovato la cucina giapponese?
- Yuki Sakuma: Ottima!! che dire di più? Ovviamente non ha nulla a che fare con i ristoranti giapponesi in Italia a cui siamo abituati, li è davvero tutto squisito.
Ho assaggiato di tutto e di più, ho pensato : ‘Cavolo sono in Giappone non devo mica fare lo schizzinoso!’ così mi sono abbuffato di Sushi, Okonomiyaki, Katsudon, Nikuman, Anman, Pizzaman!! (i pizzaman sono come i nikuman e gli anman hanno però il ripieno al gusto pizza), e ancora Dorayaki, Dango…
Insomma se faccio una lista non finisco più. Il mio consiglio è quello di assaggiare di tutto, di non essere schizzinosi solo giudicando dall’aspetto, perché un piatto apparentemente strano può dimostrarsi gustosissimo.
Le uniche cose che non mi sono piaciute più di tanto sono stati i Takoyaki. Non vado matto per il polipo, quindi la ragione potrebbe essere solo per quelli.
Vedendoli in fotografia me li immaginavo spugnosi e ‘pieni’, invece avevano una crostina esterna mentre l’interno era molliccio (quasi liquido) con pezzettino di polpo dentro. Cmq anche se non erano di mio gusto li ho comunque finiti di mangiare.
- Giappone-Italia: Avevi qualche capacità di parlare la lingua giapponese?
- Yuki Sakuma: Si certo, come ho detto lo studio all’università dal 2001, e questo viaggio è anche stato un modo per “verificare sul campo” quello che avevo imparato. Secondo me per andare in Giappone e goderselo a pieno bisogna andarci almeno con un’infarinatura base di giapponese, sia parlato che scritto.
- Giappone-Italia: Dove hai soggiornato? Hotel, Ostelli, Famiglia, altro?
- Yuki Sakuma: Abbiamo soggiornato in un Ryokan a Kyoto e a Tokyo. A Kyoto abbiamo soggiornato al Ryokan Kohro, mentre le notti di Tokyo le abbiamo trascorse all’ Ryokan Edoya. Il Ryokan di Kyoto era davvero molto bello, al mattino ci portavano la colazione in camera e quando uscivamo riassettavano la stanza, quando poi rientravamo la sera il personale ci predisponeva ogni sera i futon sui tatami per trascorrere la notte tirandoli fuori dagli armadi.
Dormire sul futon l’ho trovato davvero comodissimo, sono così caldi e accoglienti! Il Ryokan di Tokyo invece aveva un ristorante al pian terreno dove andavamo a fare colazione a buffet. Questo Ryokan all’ultimo piano aveva anche i bagni pubblici con le sorgenti termali, quale occasione per provarli!?
I bagni termali erano davvero bellissimi, prima ci si lava in una ampia stanza e poi ci si dirige verso le vasche, ce n’erano di diverse dimensioni e temperature e in genere si entra prima in quella più tiepida per finire poi in quella più calda (quasi bollente!!).
Dopo il bagno rilassante nelle sorgenti termali, si indossa lo Yukata, e si sta davvero comodissimi, con una sensazione di rilassatezza davvero incredibile.
- Giappone-Italia: Qual’è stato l’elemento che ti ha colpito [nel bene o nel male] maggiormente del Giappone?
- Yuki Sakuma: Come tutti sanno in Giappone gli orari sono qualcosa di meticolosamente rispettato, eravamo andati a far visita al Sony Store ed eravamo davanti alla grande porta di ingresso chiusa. Il negozio avrebbe aperto di li a poco, e davanti alla porta c’era una guardia che guardando l’orologio ha aperto le porte allo scoccare dell’esatta ora di apertura.
Anche i treni erano sempre in orario, cose che qui in Italia davvero ci sogniamo. Un altro elemento che mi ha colpito è stata la gentilezza del personale dei negozi, disponibilissimi e subito pronti ad aiutarti.
Mi è capitata una situazione che vi devo proprio raccontare. Ero entrato in una libreria dove erano messi in esposizione dei ‘Denshi Jiten’ ossia i dizionari elettronici che traducono dal giapponese a varie lingue e viceversa. Mi avvicino allo stand e inizio a guardare i vari dizionari. Subito mi si avvicina una commessa per chiedermi se mi poteva aiutare e in cosa ero interessato. Le ho detto che ero interessato ad un Denshi Jiten Giapponese-Italiano / Italiano-Giapponese con il touchpad per ricercare i caratteri scrivendoli con il pennino. Così mi fa subito vedere quello che poteva fare al caso mio e iniziamo insieme a vedere le varie funzioni provando a scrivere qualche carattere sul touchpad per le ricerche, la ragazza è rimasta davvero stupita nel vedermi scrivere in Kanji. Comunque mi decido all’acquisto e veloce come una lepre si fionda al bancone per prendere un dizionario nuovo e inscatolato.
La vedo sparire sotto al bancone, per poi riapparire, quasi con un fantasma, dopo pochi secondi. Con aria afflitta mi ha detto, ‘mi dispiace li ho finiti! sono davvero dispiaciuta, terribilmente dispiaciuta, mi scusi, mi scusi, mi scusi, tutto questo continuando ad inchinarsi e inchinarsi ancora, ovviamente le ho risposto che non c’era nessun tipo di problema (tutto questo in giapponese) e lei ha continuato a scusarsi e a inchinarsi fino a che sono uscito dal negozio. Questa scena mi ha davvero colpito tantissimo, si è presa la responsabilità del fatto che l’articolo che mi interessava non era disponibile e ha continuato a scusarsi fino alla fine, in italia è gia tanto se non ti mandano a quel paese.
Un’altra cosa che mi ha colpito è accaduta ad Asakusa, quando sono entrato in un negozio di ventagli da danza. Ho chiesto alla signora del negozio di vederne qualcuno e poco dopo ho trovato il ventaglio che mi piaceva (Nero, oro e bianco) e che lo compravo.Prima di darmelo e impacchettarmelo, la signora gentilissima mi dice: ‘Prima però devo insegnarti come si apre con una sola mano!’
Dopo aver detto questo mi ha fatto vedere il modo corretto per aprirlo, per chiuderlo ecc. Poi ha aggiunto: ‘E adesso fai un po’ di esercizio’. Ovviamente avevo qualche difficoltà, ma la signora mi ha fatto vedere e rivedere il modo di apertura corretto finché non ci sono riuscito. Si vedeva che la signora ci teneva tanto che imparassi a farlo, e anche qui davvero non pensavo potesse esistere tanta gentilezza.
- Giappone-Italia: Hai avuto qualche esperienza spiacevole durante il viaggio?
- Yuki Sakuma: Come in tutti i viaggi può accadere qualcosa di spiacevole, e infatti è accaduta, anzi, ne sono accadute due. La prima non è dipesa dal ‘paese Giappone’, ed stata quella di arrivare all’aeroporto Kansai di Osaka e venire a sapere che le nostre valigie erano rimaste a Milano. (Alitalia non si smentisce mai).
Siamo rimasti a Kyoto per 3 giorni senza un cambio di vestito. Fortunatamente in Giappone esistono dei negozi dove si può comprare qualsiasi cosa anche a tarda notte, i famosi Family Mart, 7Eleven ecc. (Sono dei negozietti comodissimi dove si trova di tutto, dal cibo, al paio di mutande).
Un’altra esperienza spiacevole è accaduta a Ueno, era l’ora di pranzo ed entriamo in un ristorantino, che da fuori sembrava carino, mentre all’interno era davvero una bettola allucinante. Una volta dentro saluto la proprietaria, o qulla che presumevo lo fosse, e le dico ‘Konnichiwa! San nin desu’. e lei ci guarda, sputa per terra e ripete con voce quasi schifata ’san nin’.
Ci sediamo e dopo poco tempo arriva il cuoco del ristorante e ci dice Gohan Nai! (non c’è da mangiare!) facendo il gesto del ‘Batsu’ incrociando le braccia davanti al viso. Io e i miei amici ci siamo guardati, abbiamo aspettato che se ne fossero andati, e siamo letteralmente fuggiti fuori!! Eravamo proprio capitati in una bettola! mamma mia che esperienza XD.
- Giappone-Italia: Generalmente per una cena quanto spendevi?
- Yuki Sakuma: Per una cena in genere si spende circa la metà o anche meno di quello che si spende in Italia, a differenza delle credenze, la vita in Giappone non è costosa, anzi. Ovviamente bisogna stare attenti a dove si va a mangiare, ci sono dei ristoranti di lusso dove il cibo costa davvero uno sproposito.
- Giappone-Italia: Sei stato/a in Giappone altre volte prima di questa?
- Yuki Sakuma: No l’esperienza di cui vi sto raccontando ora è quella del mio primissimo viaggio in Giappone, fatta fortunatamente non in solitaria ma in compagnia, perché in compagnia ovviamente tutto è più bello.
- Giappone-Italia: Pensi di ritornarci in futuro?
- Yuki Sakuma: Certo che si!
Quando lo visiti, ti rimane davvero nel cuore, una volta tornato in Italia si sente un impatto molto forte, si nota subito il baratro che c’è fra i due paesi a livello tecnologico e anche a livello di rapporti umani. Tutto questo, unito alla bellezza dei paesaggi ti fanno venire una voglia incredibile di tornarci.
- Giappone-Italia: Se dovessi pensare di poter partire per vivere in Giappone, lo faresti?
- Yuki Sakuma: Sinceramente non vivrei in Giappone, almeno stabilmente o per un lunghissimo periodo, preferisco passarci le vacanze o brevi soggiorni, magari di qualche mese, ma viverci e distaccarmi completamente dall’Italia non credo mi sia possibile.
Ma come si suol dire: ‘mai dire mai’
- Giappone-Italia: Secondo te qual’è l’idea che i Giapponesi hanno dell’Italia?
- Yuki Sakuma: Come per qualsiasi cosa non si può fare una generalizzazione. Il Giappone come l’Italia è un paese composto da persone con diversi sentimenti verso un dato paese, e quindi questa idea viene “distorta” a seconda della gente che si incontra durante il soggiorno in Giappone. Per esempio se durante il mio soggiorno in Giappone incontravo tutte persone come la signora del ristorante di Ueno avrei sicuramente pensato: ‘Cavolo i giapponesi ci odiano!’ quando magari in realtà non era così.
- Giappone-Italia: Te che idea ti sei fatto dei Giapponesi?
- Yuki Sakuma: Sono un sacco avanti a noi a livello culturale non ho il minimo dubbio in proposito, anche se a volte la loro gentilezza sembra un po’ “finta” e a volte lo è davvero. Ognuno di noi ha molto da imparare da un Giapponese, come è vero però anche il contrario, non esiste un popolo ‘Perfetto’.
- Giappone-Italia: Che consiglio puoi dare a chi vorrebbe andare in Giappone per viverci?
- Yuki Sakuma: Personalmente consiglierei di NON andarci a vivere, ma di goderselo come turista o per medi periodi.
Questo perché si corre il rischio di ‘farci troppo l’abitudine’
Come per esempio chi abita in montagna e vorrebbe vivere al mare, chi vive al mare vorrebbe vivere in montagna, chi ha i capelli ricci li vuole lisci e chi li ha lisci li vorrebbe ricci.
insomma secondo me abitare in Giappone per lunghi periodi di tempo potrebbe farcelo ‘adorare’ di meno, magari andando proprio a dimenticare quelle piccole cose che prima di andarci a vivere ci facevano ‘Sognare il Giappone’.
- Giappone-Italia: Grazie per aver risposto alle nostre domande.
- Yuki Sakuma: Prego Xd
PS: Per chi vorrebbe essere intervistato deve rispettare un solo requisito:
Essere stato in Giappone. A prescindere che sia stata una vacanza o per motivi lavorativi.
Per info: Info@giappone-italia.com
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