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Il Respiro di Tokyo di Matteo Maria Schőnauer

Premessa: Quello che andrete a leggere è stato scritto dall’utente Guido, uno degli autori di “Giappone-Italia”. Ringraziamo l’autore Matteo Maria Schőnauer per la sua disponibilità.

Bella opera prima di un giovane medico (specialista in ginecologia) e scrittore italiano (forse sarebbe più giusto dire europeo?), che ha vissuto anche in Giappone: nel libro si percepisce in mille sfumature che non solo Schőnauer ha vissuto in Giappone, ma che ha anche compreso (e assorbito) il modo di vivere e la cultura di quel paese che per noi è un po’ un mito. Direi che questo è evidente fin dalle prime scene del libro.

Che genere di libro è? Difficile davvero da incasellare: è un libro d’azione, ma anche una storia d’amore e di sentimenti davvero ben rappresentati (riporta un vissuto autentico, in cui credo ciascuno di noi – almeno per quello che riguarda la parte sentimentale della storia – può riconoscersi). Mathias Pintchè, protagonista della vicenda e alter ego di Matteo, non finge di essere giapponese, ma è un europeo (in parte anche italiano). Mathias, per fuggire da un passato di atrocità che ritornano in laceranti flash back, legate alla sua passata esperienza di medico dei sevizi segreti, cerca una nuova vita in un paese diverso (naturalmente il Giappone).

Per questo paese e per la sua gente dimostra rispetto e comprensione, ma senza servilismi e senza perdere la sua identità di europeo. Al Giappone Mathias dedica molto, rischiando anche la sua vita, ed il Giappone lo premia regalandogli del il suo primo vero amore e il miracolo sorprendente di una nuova vita. Mathias è capace di agire in maniera razionale, e con intelligenza emotiva, anche in circostanze eccezionali, come quando (spero non sia una spoiler) un terremoto apocalittico devasta Tokyo e tutto il Giappone (l’ho letto mentre mia moglie e mio figlio erano li e giuro che mi sono venuti i brividi). OK tranquilli: è chiaro che il Giappone è il Giappone, e non sarà certo un terremoto, per quanto forte, a mettere in crisi il nostro mito, che rinascerà agli antichi splendori.

Ma dalla storia, avvincente, emerge anche una visione della vita positiva, che vale la pena di scoprire leggendo il libro.

Il libro merita, per la sua freschezza e per la bella caratterizzazione dei protagonisti. Mathias Pintchè mi ha ricordato altri personaggi un po’ sopra le righe, giapponesi mezzo sangue come il John Rain di Eisler o il Nicholas Linnear di Lustbader: ma, seppure meno dotato di effetti speciali, ha una autenticità che gli altri non hanno.

Un po’ troppo splatter in qualche passaggio, e con qualche errore tipografico di troppo, ma resta una godibilissima opera prima, scritta con una comprensione del Giappone non comune. La reperibilità del volume potrebbe non essere facilissima, ma ordinandolo credo che qualunque libreria potrà procurarlo. Bravo Matteo, aspetto il seguito della storia: vediamo che sorprese ci riserverà Mathias!

Guido

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