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Arti Marziali

arti marziali

Gli sport giapponesi tradizionali generalmente sono nati dalle varie tecniche di combattimento usate dai guerrieri samurai durante il periodo feudale.

Mentre i samurai erano molto importanti nella società feudale, dopo la pace stabilita da Tokugawa nel 1600, le loro competenze marziali si sono drasticamente ridotte alla sola attività spirituale.

Le arti di combattimento furono combinate con il Confucianesimo, lo Shintoismo e il Buddismo come mezzi di formazione fisica e spirituale.

Dopo la restaurazione Meiji nel 1868 e il successivo crollo della classe samurai, le arti marziali piombarono in un breve periodo di declino fin quando non cominciarono ad essere introdotte nelle scuole di tutto il paese.

Judo: Letteralmente significa “Modo di morbidezza”. L’importanza in questo sport non è data dal fisico o dalla forza, ma dall’agilità, dall’equilibrio e la pratica di waza. La pratica di waza è infinita e ripetitiva fin quando non diventa naturale come la respirazione ed occupa un posto di rilievo in tutte le arti marziali.

Il Judo ha origine nel periodo Nara (710-794), come una sorta di intrattenimento per la corte imperiale. La prima scuola di Judo fu istituita presso il tempio di Eishoji a Tokyo, da Jigoro Kano nel 1882.

Nel 1964 il Judo si presentò alle olimpiadi di Tokyo come uno sport olimpico. I judoka giapponesi si sono sempre distinti in questa disciplina.

Oggi il più famoso judoka giapponese è Tamura Ryoko che ha ottenuto l’oro a Sydney nel 2000. I due tipi di waza maggiormente utilizzati sono il Nagewaza (tecnica del lancio) e il Katamewaza (tecnica dell’afferrare).

Kendo: La scherma nasce probabilmente tra il VI o VII secolo, e imitava le tecniche con la spada usate dai samurai. Solo nel tardo 1700 furono aggiunti alle spade altri indumenti di protezione per garantire la sicurezza.

Anche questo sport subì un decennio di declino dopo il crollo della classe dei samurai. Oggi il Kendo è importante per la formazione degli agenti di polizia.

Nel 1952 fu fondata la prima federazione e da allora viene praticato anche nelle scuole, soprattutto dai ragazzi. Lo Shinai è composto da tronco di bambù rilegato con seta o nylon e una cinghia di cuoio.

L’abbigliamento protettivo include: Men (maschera), Do (protezione per il petto), Tare (serve per proteggere le gambe), e Kote (guanti).

Aikido: L’Aikido è puramente difensivo, non è un vero proprio sport. Esso si sviluppò grazie a Ueshiba Morihei (1883-1969) che volle spingere l’arte al di là del semplice elemento competitivo. Sviluppò una tecnica propria chiamata “Aiki Bujutsu”, che significa (unione di energie), poi ribattezzato come Aikido.

Questa tecnica consiste nell’usare un attacco di forza ed energia per sconfiggere l’avversario. La popolarità di questa pratica è cresciuta sempre di più dal 1960.

Kyudo: Letteralmente “La Via Dell’Arco”, si tratta del tiro con l’arco. Ci sono diverse scuole di Kyudo in Giappone. La federazione è stata istituita nel 1949 e si contano oltre 300.000 mila iscritti. Gli arcieri indossano “Yugake” (appositi guanti) e “Tabi” (calzini in stile giapponese).

Questo sport potrebbe sembrare molto semplice. Eppure anche il più semplice dei movimenti richiede molta abilità ed esperienza.

Karate: letteralmente significa: “Mano Vuota”. È ritenuta come un arte marziale nata in Giappone, in realtà ha avuto origine nel regno di Ryukyu (Prima veniva chiamata così Okinawa).

Dopo il breve calo durante il dopoguerra, è diventato lo sport più popolare del mondo. Il karate utilizza principalmente tre tecniche: Uchi (attacco di braccio), Tsuki (spinta), e Keri (calcio).

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