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Washi

Washi
Il termine “Washi” significa “carta fatta a mano”. Nelle case giapponesi tradizionali la porta d’ingresso è un graticcio scorrevole dalla forma elegante. Una volta entrati si vedrà probabilmente un paravento ornato di disegni.

Nelle stanze si potranno ammirare altre decorazioni, come bambole, rotoli appesi con disegni o eleganti caratteri ideografici, paracumi, contenitori dalle forme strane o scatole. Tutti questi oggetti, anche se diversi, hanno una cosa in comune: sono fatti di washi, la carta giapponese fatta a mano.

L’arte della fabbricazione della carta deriva dai cinesi e venne introdotta in Giappone nel VII secolo a.C. Per oltre mille anni questo tipo di carta fu l’unico tipo esistente in tutto il Giappone.

Come si Produce?

I cinesi facevano la carta con seta, lino, vecchi stracci di cotone. In un primo momento i fabbricanti di carta giapponesi usarono questi stessi materiali. La materia prima deve essere anzitutto trasformata in una pasta fibrosa.

Si tratta di un lavoro meticoloso e faticoso consistente di battitura, trattamento con il vapore, raschiatura, e altri procedimenti. La pasta che si ottiene viene mischiata con acqua per far venire a galla le fibre.

Sebbene questo tipo di carta non sia più il principale materiale scrittorio usato in Giappone, ha ancora nonostante tutto un suo posto in campo artistico e inoltre viene utilizzata per numerosi prodotti tradizionali e artistici.

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