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Osaka

Osaka
Osaka (da pronunciare con la S di sasso, e non di rosa, come erroneamente alcuni pronunciano) è spesso considerata la seconda città del Giappone, sebbene in realtà la sua popolazione sia la terza, dopo Yokohama. Tuttavia, se Osaka viene menzionata per seconda, dopo Tokyo un motivo c’è: dopo la capitale è il principale hub finanziario ed economico del Giappone, e la “capitale” di tutta la parte sud-occidentale del Paese (basti pensare che la popolazione di giorno sfiora i 4 milioni di abitanti, raccogliendo l’affluenza di salarymen che lavorano nei suoi uffici).

Raggiungibile in 1 ora di aereo, o 2 e mezzo di Shinkansen da Tokyo, Osaka dispone di una capillare rete di trasporto urbana e suburbana, e di un grande aeroporto internazionale (Kansai International, progettato da Renzo Piano), che la collega direttamente anche con Malpensa.

Osaka si affaccia sull’omonima baia, e assieme alla vicina Kobe costituisce un porto di cruciale importanza in Giappone. Sugli altri lati è circondata da diverse città di varie dimensioni: da cittadine di circa 50.000 abitanti, a centri urbani più grandi che raggiungono il mezzo milione di persone. Circa 60 km a nord si trova Kyoto, che quindi è facilmente raggiungibile. Molti studenti di Osaka studiano infatti alla prestigiosa Università di Kyoto.

Il Castello di Osaka fu ricostruito dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, come molti altri manieri danneggiati, ed è oggi internamente adibito al museo. Un’altra zona molto popolare è quella di Nanba e Doutonbori, un po’ il parallelo di Roppongi e Shibuya a Tokyo. Qui si concentrano gli intrattenimenti e la movida notturna, mentre l’area migliore per lo shopping è Amerika-mura, e la Den-Den-Town, un po’ come la Akihabara di Tokyo, il paradiso degli appassionati di elettronica e di manga.

Nella parte sudorientale di Naniwa (antico nome di Osaka), si trova lo Shitennou-ji, il più antico Tempio Buddista del Giappone, edificato nel 593 dal principe Shoutoku, e lo Sumiyoshi Taisha, un antichissimo santuario Shinto. A sud invece troviamo il distretto di Shinsekai con lo Tsuutenkaku, una torre di circa 100 metri dalla forma molto particolare, simbolo della rinascita economica del dopoguerra, e le variopinte stradine del circondario.

Nell’area portuale di Osaka, su alcune isole artificiali si trovano gli Universal Studios Japan, che richiamano visitatori da tutto il Paese e anche dalla Corea.

Questa città è anche internazionalmente riconosciuta per la sua cucina tipica: l’okonomiyaki, il takoyaki sono due tipici esempi della frizzante cucina del Kansai. Il primo, a volte chiamato anche “la pizza giapponese” significa letteralmente “alla piastra come vuoi tu” e infatti permette una certa fantasia nella creazione: di solito si utilizzano cavoli, carne e uova su una pastella fritta.

Il Takoyaki invece, spesso utilizzato come antipasto consiste in una polpettina contenente pezzettini di polpo (tako).

Osaka condivide con Kyoto e tutte le città dell’area del Kinki anche il suo curioso dialetto, chiamato Kansai-ben, che ha un po’ la popolarità che il Napoletano ha per gli abitanti del Norditalia. Molte parole di Osaka sono famose in tutto il Giappone: “ookini” per arigatou (grazie), “honma” ni per hontou ni (davvero?), e la tipica espressione passepartout “nandeyanen”.Insomma, se passate qualche giorno a Kyoto vi consiglio di fare un salto anche a Osaka, per respirare la sua vivace atmosfera e assaggiare la deliziosa cucina tipica.

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